
- Che cos’è Fatture in Cloud e a cosa serve
- Fatture in Cloud è adatto a chi è in regime forfettario?
- Serve la partita IVA per usare Fatture in Cloud?
- Come funziona l’invio allo SDI con Fatture in Cloud
- Quali dati servono per emettere una fattura elettronica corretta
- Che differenza c’è tra codice destinatario e PEC?
- Cosa succede se sbaglio il codice destinatario o la PEC?
- Cos’è la “copia di cortesia” e quando serve
- Come gestire le notifiche: consegna, scarto, mancata consegna
- Posso annullare una fattura elettronica già inviata?
- Come fare una nota di credito con Fatture in Cloud
- Numerazione e sezionali: come evitare confusione
- Fatture verso Pubblica Amministrazione (PA): cosa cambia
- Reverse charge, split payment, esenzioni: come gestire i casi IVA particolari
- Clienti esteri: posso emettere fattura con Fatture in Cloud?
- Conservazione digitale: è inclusa? È obbligatoria?
- Posso importare clienti, prodotti e fatture da altri gestionali?
- Come gestire pagamenti, scadenze e solleciti
- Posso emettere preventivi e convertirli in fattura?
- Gestione degli acconti: come fatturare correttamente
- Posso gestire più aziende o più partite IVA nello stesso account?
- Accessi e sicurezza: come proteggere l’account
- Errori comuni e come evitarli
- Dove trovare assistenza e risorse ufficiali
- Checklist finale: cosa controllare prima di inviare una fattura
“Fatture in Cloud” è una delle soluzioni più conosciute in Italia per la fatturazione elettronica e la gestione dei documenti fiscali. Proprio perché viene usata da liberi professionisti, ditte individuali, PMI e studi, le domande ricorrenti sono molte: dalla configurazione iniziale alla conservazione, dall’invio allo SDI alle note di credito, fino ai casi particolari come reverse charge, split payment o regime forfettario. In questa guida trovi una raccolta di domande frequenti con risposte operative e spiegazioni chiare, pensate per aiutarti a usare il servizio in modo corretto e consapevole.
Che cos’è Fatture in Cloud e a cosa serve
Fatture in Cloud è un software online per creare, inviare e gestire fatture elettroniche e altri documenti (ad esempio preventivi, proforme, DDT, note di credito) con funzioni di anagrafica clienti/fornitori, gestione prodotti/servizi, scadenze e pagamenti. In ambito italiano, il punto centrale è l’emissione della fattura elettronica in formato XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate e l’invio tramite Sistema di Interscambio (SDI).
In pratica, il servizio ti aiuta a:
- compilare i dati obbligatori della fattura elettronica riducendo errori formali;
- generare il file XML e trasmetterlo allo SDI;
- ricevere notifiche di consegna/scarto e gestire lo stato dei documenti;
- archiviare e organizzare i documenti emessi e (in base al piano) anche quelli ricevuti;
- tenere sotto controllo incassi, scadenze e report.
Fatture in Cloud è adatto a chi è in regime forfettario?
Sì, è comunemente utilizzato anche da contribuenti in regime forfettario. L’adeguatezza dipende però da come devi emettere le fatture (verso privati, aziende, PA, estero) e da quali funzionalità ti servono (ad esempio gestione di più sezionali, integrazioni, conservazione, ecc.).
Operativamente, per un forfettario è importante:
- impostare correttamente il regime fiscale nel profilo/azienda;
- gestire correttamente IVA e natura (ad esempio operazioni non soggette o esenti, a seconda del caso);
- inserire eventuali diciture obbligatorie in fattura (quando previste);
- verificare i campi relativi a ritenute e contributi (ad esempio contributo integrativo, se applicabile).
Nota: le regole fiscali possono cambiare nel tempo; per diciture e codifiche specifiche conviene confrontarsi con il commercialista e con le specifiche ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
Serve la partita IVA per usare Fatture in Cloud?
Per emettere fatture elettroniche come operatore economico in Italia, in genere sì: la partita IVA è l’identificativo tipico di imprese e professionisti. Tuttavia, il software può essere usato anche per gestire documenti non necessariamente fiscali (es. preventivi) o per soggetti con casistiche particolari. La domanda corretta è: “Devo emettere fatture elettroniche tramite SDI?” Se la risposta è sì, quasi sempre rientri in un contesto con partita IVA.
Come funziona l’invio allo SDI con Fatture in Cloud
Il Sistema di Interscambio (SDI) è la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che riceve le fatture elettroniche, effettua controlli formali e le recapita al destinatario (o le rende disponibili). Fatture in Cloud, come intermediario/strumento, ti consente di predisporre la fattura e inviarla allo SDI.
Il flusso tipico è:
- crei la fattura compilando dati cedente/prestatore, cessionario/committente, righe, IVA/natura, pagamento;
- verifichi i dati del destinatario (PEC o codice destinatario);
- generi e invii la fattura elettronica;
- attendi le notifiche (accettazione, consegna, mancata consegna, scarto);
- in caso di scarto, correggi e reinvii con un nuovo numero (secondo le regole applicabili).
Per approfondimenti istituzionali sul processo di fatturazione elettronica e sul ruolo dello SDI, puoi consultare la sezione dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Quali dati servono per emettere una fattura elettronica corretta
Per ridurre scarti e contestazioni, è utile distinguere tra dati “anagrafici” e dati “di documento”.
Dati anagrafici del tuo profilo (cedente/prestatore)
- ragione sociale o nome e cognome;
- partita IVA (e codice fiscale se richiesto);
- indirizzo completo (sede);
- regime fiscale e impostazioni IVA coerenti con la tua posizione;
- eventuali riferimenti REA, capitale sociale, ecc. se pertinenti.
Dati del cliente (cessionario/committente)
- denominazione o nome e cognome;
- partita IVA e/o codice fiscale (a seconda del tipo di cliente);
- indirizzo (utile anche per copie di cortesia e gestione interna);
- codice destinatario SDI o PEC (fondamentale per il recapito);
- per clienti esteri: identificativi e paese, secondo le regole applicabili.
Dati del documento
- numero e data fattura (progressione coerente);
- descrizione beni/servizi, quantità, prezzo, eventuali sconti;
- aliquota IVA oppure natura dell’operazione (se non imponibile/esente/non soggetta);
- totali e modalità di pagamento (IBAN, scadenze, ecc.);
- eventuali riferimenti (ordine, contratto, DDT, CUP/CIG per PA quando richiesti).
Che differenza c’è tra codice destinatario e PEC?
Entrambi servono a recapitare la fattura elettronica al destinatario, ma funzionano in modo diverso:
- il codice destinatario (di solito 7 caratteri) identifica il canale accreditato del destinatario (spesso un gestionale o un intermediario);
- la PEC è un indirizzo di posta elettronica certificata su cui lo SDI può recapitare la fattura.
Se il cliente ti fornisce un codice destinatario, in genere è preferibile usarlo. Se ti fornisce solo PEC, userai la PEC. Se non hai né PEC né codice, esistono casistiche in cui si usa un valore convenzionale e il documento viene messo a disposizione nell’area riservata del destinatario: verifica sempre le regole aggiornate e le indicazioni del tuo consulente.
Cosa succede se sbaglio il codice destinatario o la PEC?
Gli esiti possibili dipendono dal tipo di errore:
- errore formale che impedisce il recapito: potresti ricevere una notifica di scarto o di mancata consegna;
- recapito non riuscito ma fattura “emessa”: in alcune situazioni lo SDI può considerare la fattura valida e metterla a disposizione del destinatario nell’area riservata, anche se non recapitata via canale.
Operativamente, quando ricevi una notifica:
- leggi con attenzione il motivo (scarto vs mancata consegna);
- se è scarto, correggi i dati e reinvia secondo le regole di numerazione e data;
- se è mancata consegna, valuta se informare il cliente e inviare una copia di cortesia (PDF) per agevolare la gestione, ricordando che il documento fiscalmente rilevante resta l’XML trasmesso allo SDI.
Cos’è la “copia di cortesia” e quando serve
La copia di cortesia è una rappresentazione leggibile (spesso PDF) della fattura elettronica. Non sostituisce l’XML inviato allo SDI, ma è utile per:
- clienti che vogliono un documento immediatamente leggibile;
- allegare la fattura a email o pratiche interne;
- ridurre incomprensioni su righe, descrizioni, scadenze e coordinate di pagamento.
È buona prassi indicare chiaramente che si tratta di copia di cortesia e che l’originale è la fattura elettronica trasmessa tramite SDI.
Come gestire le notifiche: consegna, scarto, mancata consegna
Le notifiche sono il “termometro” dello stato della fattura. In termini pratici:
- consegnata: lo SDI ha recapitato la fattura al canale del destinatario;
- mancata consegna: lo SDI non è riuscito a recapitare, ma la fattura può risultare comunque emessa e disponibile nell’area riservata del destinatario;
- scartata: la fattura non è considerata emessa; va corretta e reinviata.
Quando ricevi uno scarto, è importante intervenire rapidamente: in molte situazioni la tempestività evita disallineamenti di numerazione e problemi di riconciliazione con incassi e contabilità.
Posso annullare una fattura elettronica già inviata?
In generale, una fattura elettronica correttamente trasmessa e accettata dal sistema non si “annulla” come un file: si rettifica con documenti successivi, tipicamente una nota di credito (o nota di debito) a seconda del caso. La procedura corretta dipende dal motivo dell’errore:
- errore su importi, imponibile, IVA o descrizioni rilevanti: spesso si emette nota di credito totale/parziale e si riemette la fattura corretta;
- errore su dati non essenziali: valuta con il commercialista se serve rettifica o se basta una comunicazione al cliente;
- fattura scartata: non è emessa, quindi si corregge e si reinvia.
Come fare una nota di credito con Fatture in Cloud
La nota di credito è il documento usato per stornare in tutto o in parte una fattura già emessa. In un software come Fatture in Cloud, la logica operativa tipica è:
- selezionare la fattura da rettificare (quando il gestionale consente il collegamento);
- creare una nota di credito totale o parziale, riportando riferimenti alla fattura originaria;
- verificare righe, imponibile, IVA/natura e causale;
- inviare la nota di credito allo SDI e conservarne gli esiti.
È importante che la nota di credito riporti riferimenti coerenti (numero e data della fattura originaria) e che l’importo sia congruo rispetto allo storno.
Numerazione e sezionali: come evitare confusione
La numerazione deve essere progressiva e coerente. Molte attività usano sezionali diversi (ad esempio “A” per fatture, “NC” per note di credito, oppure sezionali per punti vendita o linee di business). L’obiettivo è evitare duplicati e salti non giustificati.
Buone pratiche:
- definire una regola di numerazione prima di iniziare l’anno (o prima di migrare da un altro gestionale);
- usare sezionali separati per note di credito, se la tua organizzazione lo richiede;
- in caso di migrazione, allineare l’ultimo numero emesso nel vecchio sistema con il primo nel nuovo;
- non “riutilizzare” numeri di fatture scartate senza aver verificato le regole applicabili e l’impatto contabile.
Fatture verso Pubblica Amministrazione (PA): cosa cambia
Le fatture verso la PA richiedono attenzione particolare perché spesso includono campi e codici specifici (ad esempio codice univoco ufficio, e in alcuni casi CIG/CUP). In generale:
- serve il codice univoco ufficio (non è il normale codice destinatario di un’azienda privata);
- possono essere richiesti riferimenti a ordini, contratti o impegni;
- la gestione degli esiti può includere passaggi e controlli ulteriori.
Prima di inviare, verifica sempre i dati forniti dall’ente e le istruzioni presenti nei portali di riferimento.
Reverse charge, split payment, esenzioni: come gestire i casi IVA particolari
Le casistiche IVA “non standard” sono tra le principali cause di errori. In un gestionale, di solito si gestiscono tramite:
- scelta dell’aliquota IVA corretta, quando applicabile;
- selezione della natura IVA (quando l’IVA non è esposta in fattura);
- eventuali riferimenti normativi o diciture richieste.
Poiché reverse charge e split payment hanno regole specifiche e possono dipendere dal tipo di operazione e dal soggetto coinvolto, è prudente impostare modelli (template) validati dal commercialista e riutilizzarli per ridurre il rischio di errore.
Clienti esteri: posso emettere fattura con Fatture in Cloud?
Sì, molti utilizzano il software anche per fatture a clienti esteri. Tuttavia, la corretta compilazione dipende da:
- paese del cliente e sua natura (azienda/privato);
- tipo di operazione (beni/servizi, intra-UE, extra-UE);
- regole IVA applicabili e eventuali adempimenti collegati.
Operativamente, cura con attenzione:
- anagrafica con paese e identificativi;
- natura IVA o aliquota appropriata;
- descrizioni chiare e, se necessario, riferimenti contrattuali o di trasporto.
Conservazione digitale: è inclusa? È obbligatoria?
La conservazione digitale a norma è un tema cruciale: non basta “salvare un PDF” o tenere l’XML in una cartella. In Italia, la conservazione dei documenti fiscali segue regole tecniche e tempi di conservazione specifici.
Su “se è inclusa”: dipende dal piano e dai servizi attivati. Alcuni software includono la conservazione o la offrono come opzione. Per avere certezza, verifica sempre la pagina ufficiale dei piani e delle funzionalità su Fatture in Cloud e le condizioni contrattuali aggiornate.
Su “se è obbligatoria”: in generale, i documenti fiscali elettronici devono essere conservati secondo le regole previste. Se non sei sicuro di quale modalità stai usando (conservazione del provider, conservazione tramite altro conservatore, conservazione tramite servizi dell’Agenzia), chiariscilo con il tuo consulente e con il fornitore del servizio.
Posso importare clienti, prodotti e fatture da altri gestionali?
Molti utenti arrivano da Excel o da altri software e vogliono evitare inserimenti manuali. In genere, i gestionali offrono funzioni di importazione (ad esempio anagrafiche clienti/fornitori e listini). La fattibilità dipende dal formato disponibile (CSV, Excel, esportazioni del vecchio gestionale) e dai campi richiesti.
Un approccio pratico per migrare senza errori:
- esporta dal vecchio sistema anagrafiche e prodotti con campi ben separati (ragione sociale, P.IVA, CF, indirizzo, PEC/codice destinatario);
- pulisci i dati (duplicati, spazi, formati errati di CAP e province);
- importa un campione ridotto e verifica il risultato;
- solo dopo, importa il resto.
Come gestire pagamenti, scadenze e solleciti
Una delle utilità pratiche di un gestionale è collegare la fattura allo stato di incasso. Anche senza funzioni “automatiche”, puoi impostare un metodo ordinato:
- definisci condizioni di pagamento standard (ad esempio 30 giorni data fattura, fine mese, rate);
- inserisci IBAN e causali in modo coerente per facilitare il cliente;
- aggiorna lo stato di pagamento quando incassi (parziale o totale);
- usa report e filtri per individuare scaduti e prossime scadenze;
- invia solleciti con testo chiaro, includendo numero fattura, data, importo e modalità di pagamento.
Posso emettere preventivi e convertirli in fattura?
Sì, questa è una funzione tipica dei gestionali di fatturazione: crei un preventivo con righe e condizioni, lo invii al cliente e, una volta accettato, lo trasformi in documento successivo (proforma o fattura). Il vantaggio è evitare di riscrivere le righe e mantenere coerenza tra offerta e fatturazione.
Per lavorare in modo ordinato:
- usa una numerazione separata per i preventivi;
- indica chiaramente validità dell’offerta e tempi di consegna;
- quando converti, ricontrolla data, modalità di pagamento e eventuali acconti.
Gestione degli acconti: come fatturare correttamente
Gli acconti possono essere gestiti con documenti dedicati (ad esempio fattura di acconto) e poi con saldo finale. La corretta impostazione dipende dal tipo di operazione e dalle regole IVA applicabili.
In termini operativi:
- emetti una fattura per l’acconto indicando chiaramente che si tratta di acconto e a cosa si riferisce;
- al saldo, emetti fattura finale con evidenza del totale e dello storno/riconoscimento dell’acconto (secondo la prassi contabile adottata);
- mantieni riferimenti incrociati tra documenti (numero e data) per semplificare controlli e riconciliazioni.
Posso gestire più aziende o più partite IVA nello stesso account?
Molti professionisti e studi gestiscono più soggetti. La possibilità di gestire più aziende dipende dalle funzionalità previste dal servizio e dal piano scelto. In generale, quando è supportato, è fondamentale:
- separare correttamente anagrafiche, numerazioni e impostazioni fiscali per ciascuna azienda;
- verificare che invio SDI e conservazione siano configurati per ogni soggetto;
- gestire ruoli e permessi se lavorano più persone.
Accessi e sicurezza: come proteggere l’account
La fatturazione contiene dati sensibili (anagrafiche, importi, IBAN, indirizzi). Per ridurre i rischi:
- usa password robuste e uniche;
- attiva, se disponibile, l’autenticazione a due fattori (2FA);
- concedi accessi a collaboratori con permessi minimi necessari;
- verifica periodicamente utenti autorizzati e log di accesso (se disponibili);
- scarica backup/esportazioni quando necessario per continuità operativa.
Errori comuni e come evitarli
Molti problemi nascono da dettagli apparentemente minori. Ecco gli errori più frequenti e la contromisura pratica:
- dati cliente incompleti (CF/P.IVA errati, indirizzi confusi): crea un controllo interno prima del primo invio;
- codice destinatario/PEC sbagliati: chiedi conferma scritta al cliente e aggiorna l’anagrafica una sola volta, in modo “master”;
- natura IVA errata: prepara template per le casistiche ricorrenti (forfettario, estero, reverse charge) e riusali;
- numerazione incoerente: definisci sezionali e regole a inizio anno;
- note di credito senza riferimenti: inserisci sempre numero e data della fattura originaria e una causale chiara.
Dove trovare assistenza e risorse ufficiali
Per informazioni su funzionalità, piani, aggiornamenti e guide operative, il riferimento principale è il sito ufficiale Fatture in Cloud, in particolare le sezioni di supporto e documentazione. Per le regole normative e le specifiche tecniche della fattura elettronica e dello SDI, consulta le risorse dell’Agenzia delle Entrate.
Se hai dubbi su inquadramento fiscale (IVA, natura, reverse charge, split payment, estero, ritenute), la scelta più sicura resta confrontarti con un commercialista: il software facilita l’operatività, ma non sostituisce la valutazione del caso concreto.
Checklist finale: cosa controllare prima di inviare una fattura
- anagrafica cliente completa e verificata (P.IVA/CF, indirizzo, paese);
- codice destinatario o PEC corretti;
- numero e data coerenti con la tua numerazione;
- righe chiare, con descrizioni non ambigue;
- aliquota IVA o natura corretta, con eventuali diciture/riferimenti;
- totali e modalità di pagamento (scadenza, IBAN) corretti;
- eventuali riferimenti obbligatori (PA: codice ufficio, CIG/CUP quando richiesti);
- verifica dello stato dopo l’invio (consegnata/scartata/mancata consegna) e gestione immediata di eventuali scarti.














